In questo articolo ti voglio parlare di linguistica, ossia di come essere efficace attraverso la tua comunicazione verbale, cioè le parole che dici.

In particolare, ti voglio spiegare quanto è importante evitare sempre e comunque il verbo “provare”.

L’emisfero destro del tuo cervello, quello emotivo e inconscio, esegue i comandi che riceve.
Dal tuo emisfero sinistro, quello razionale e conscio, quando parli con te stesso. Dagli altri, quando ti parlano.
Inoltre, l’emisfero destro ha una caratteristica fondamentale: esattamente come un computer, esegue alla lettera i comandi che riceve, senza giudicarli.

Ora, restando nella metafora, pensa a quando utilizzi un computer: dici al tuo computer di “provare” a eseguire un video? Gli dici di “provare” a mandare una mail? Gli dici di “provare” ad aprire un file? Oppure gli dici “esegui”, “manda”, “apri”?

Ebbene, il tuo cervello, così come quello dei tuoi interlocutori, ragiona esattamente allo stesso modo.
Se gli dici di “provare” a fare qualcosa, il cervello si blocca e non esegue il comando, proprio perché, per lui, “provare” non è un comando: non significa né fare, né non fare.
Dunque si ferma dubbioso, esattamente come farebbe un computer.

Inoltre, tieni presente che il verbo “provare” non significa “riuscire”; anzi, contiene al suo interno anche la possibilità di fallire.

So bene che, per educazione, ti hanno insegnato a usare questa parola per risultare particolarmente morbido e gentile.
Beh, sappi che puoi benissimo essere morbido, gentile ed educato anche evitando il verbo “provare”.
Questo non significa in alcun modo essere scortese, o mancare di rispetto agli altri con le parole, il tono di voce o i gesti che utilizzi.
Anzi, accompagnare una frase come “Inizia a fare questa cosa per favore e, strada facendo, vedi come sta andando. Se hai domande, io sono qui per aiutarti volentieri” con tono di voce, espressioni facciali e gesti coerenti e rispettosi è fondamentale.

Allenati dunque, d’ora in avanti, a eliminare il verbo “provare” dalle tue frasi e dai tuoi pensieri.
Anche perché questo verbo, a livello inconscio, denota poca sicurezza, poca autorevolezza e poca fiducia nelle proprie risorse.

Te lo dimostro con un’ultima riflessione.
Pensa al fatto che in Italia, quando si parla di seduzione, usiamo l’espressione “andare a provarci”.
Riflettici: già dire che ci stai provando, significa che non lo stai davvero facendo accadere, né che sei certo/a dell’esito. E significa che non sei sicuro/a di te, perché se “ci provi” implichi che non sai se riuscirai.
Inoltre, provare a fare cosa? A piacerle/gli? A portartela/o a letto, cosa che comunque implica il piacerle/gli?
Si tratta di un atteggiamento mentale già sbagliato e controproducente in partenza, perché parti dal presupposto che lei/lui sia ok, cioè che lei/lui ti vada bene, e che sia tu a dover dimostrare a uno/a sconosciuto/a che vali, in modo da piacerle/gli.
Ciò denota poca autostima e fa sì che l’emisfero destro, che, ricorda, esegue i tuoi comandi, parta in maniera incerta, insicura o non metta proprio in campo le azioni che ti possono portare a raggiungere l’obiettivo.

Parti invece dal presupposto che tu sei ok e che, al limite, stai tu “provando” a vedere se l’altra persona ti piace, è interessante e fa al caso tuo o meno.
Sii sicuro di te già a partire dalla tua comunicazione verbale, interna ed esterna.
Valuta tu se qualcun altro ti piace ed evita di lasciare ad altri il potere di giudicare se tu sei ok o non ok!

Del resto, lo dice anche il saggio maestro Yoda in Star Wars: “Fare o non fare, non c’è provare!”.