Nel 1977 venne pubblicato il libro The book of lists, di David Wallechinsky. Al capitolo 14, intitolato “Le 14 peggiori paure umane”, si dice che il 41% dei campioni intervistati ha paura di parlare in pubblico, mentre solo il 19% teme la morte.
Nel 2014 il sito YouGov pubblica un articolo di Peter Moore, intitolato “Argh! Snakes! America’s top phobias revealed”, che rivela che, su un campione di 1000 adulti, le 3 paure più temute sono risultate essere, nell’ordine: paura dei serpenti (64%), paura delle altezze (57%), paura di parlare in pubblico (56%).
Queste ricerche ci dicono due cose molto interessanti.
La prima è che la paura di parlare in pubblico, definita a livello psicologico come una Fobia Sociale, è tra le più potenti.
La seconda è che, se anche tu hai timore di parlare in pubblico, sappi che non sei solo e che, anzi, si tratta di un fenomeno molto diffuso e comune.
Esistono centinaia di tecniche che aiutano a gestire o superare questo particolare stato emotivo, molte delle quali io stesso insegno durante i miei corsi.
Ma perché abbiamo così paura di parlare di fronte ad altri?
La risposta che mi sento dare più di frequente dai miei alunni è “Perché si ha paura del giudizio altrui”.
Ora, posto che è poco utile dare agli altri il potere di influire così pesantemente sui nostri stati emotivi, la domanda che faccio, di rimando, è: “Quando ti trovi in quella situazione, prima pensi che hai paura del giudizio altrui e poi ti assale questa sensazione di panico, o prima ti assale questa sensazione, e tu la motivi a te stesso dicendo che è per il giudizio altrui?”.
Di fronte a una domanda di questo tipo, tutti si rendono conto che la prima cosa che accade, quando si deve parlare in pubblico, è il venire invasi da questo terrore forte e incontrollabile. Solo in un secondo momento entra in gioco la razionalità, che tende a giustificare questa emozione con la paura del giudizio altrui.
Dunque, ci troviamo di fronte a un fenomeno molto potente e che ha una causa prettamente emotiva.
Qual è questa causa?
Tutti noi abbiamo nel cervello una ghiandolina che si chiama amigdala.
L’amigdala è un po’ il centro emotivo del cervello, che, nella preistoria, di fronte a situazioni di pericolo, lasciava all’essere umano solo due possibilità: attacco o fuga (il classico fight or flight).
L’amigdala non si è evoluta granché rispetto a quei tempi.
Nel regno animale, uno dei segnali più forti di minaccia è lo sguardo fisso: quando due animali vogliono minacciarsi, oltre a gonfiare il proprio corpo, iniziano a guardarsi dritti negli occhi senza distogliere lo sguardo.
Accade anche fra gli uomini. Pensaci: quando parliamo con qualcuno, non lo fissiamo mai ininterrottamente, ma tendiamo a interrompere il contatto visivo per frazioni di secondo, per evitare di mettere l’altro, o sentirci noi stessi, a disagio. Manteniamo lo sguardo fisso solo nelle situazioni di minaccia o di seduzione.
Pensa anche all’italianissimo “Che c***o hai da guardare?!?!?”: sì, fa sorridere, ma questo accade proprio perché lo sguardo fisso viene percepito come una minaccia.
Da chi? Dalla nostra cara amigdala!
Ora torniamo al regno animale: nel momento in cui tu sei lì, in piedi, indifeso davanti a una platea e loro sono in tanti, tutti con lo sguardo fisso su te, l’amigdala percepisce la situazione come una elevatissima minaccia.
Tu, da solo, contro il branco.
Già, perché, te lo ricordo, l’amigdala è emotiva, non razionale. Non capisce che è una situazione di “public speaking” e dunque ti invia un fortissimo segnale di terrore, per metterti in guardia da un pericolo potenzialmente fatale.
E poiché non puoi reagire con l’attacco o la fuga, anche se il tuo istinto te lo sta suggerendo, questa tensione si manifesta nelle tue sensazioni interiori e, di conseguenza, nelle valvole di sfogo emotivo a livello di comunicazione verbale, paraverbale e non verbale.
Tradotto: sudi freddo, ti si secca la gola, ti inizi a grattare nervosamente, non ti esce la voce, sbagli le parole, ecc..
Conoscere questo meccanismo di difesa dell’amigdala è fondamentale per permetterti di gestire una situazione tanto impegnativa, quanto potenzialmente divertente, come quella del parlare in pubblico, perché ti fa capire che le tue sensazioni, oltre a essere del tutto normali, sono basate su un errore di giudizio da parte del tuo cervello.
La consapevolezza di come funzioni è il primo passo verso il successo, in ogni ambito!